in itinere - il caffè dei fotografi (la fotografia dell'uomo; human and streetphotography)


 
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panka74Posted: 8/10/2013, 19:06
oggi guardando un suo libretto sono rimasto colpito da quanto precursore fosse questo fotografo!

peccato non sia stato capito e riscoperto solo dopo la sua morte (Frank, Friedlander, i Provoke in giapppone ... tutti ammiratori della sua opera!)

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panka74Posted: 13/12/2011, 18:23
Eugène Atget - 1857, Libourne

Perchè Atget? … perchè è un fotografo, il cui lavoro, sensibile e perfettamente imperfetto, ha avuto una grande influenza sui fotografi americani del dopoguerra (Lee Friedlander in primis).
Non si può fare street o fotografia di architettura e paesaggio urbano senza conoscere la sua opera.
I suoi punti di vista, le sue riflessioni, i suoi personaggi.

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La vita e le intenzioni di Eugene Atget sono fondamentalmente sconosciute. Pochi fatti documentati e sono una manciata di racconti non di prima mano a fare uno scarno ritratto dell'uomo.
Atget nacque a Libourne vicino a Bordeaux nel 1857. Lavorò come velista durante la gioventu per intraprendere poi una carriera di scarso successo come attore. A 40 anni lasciò il palcoscenico provando, fallendo, a divenire un pittore. L'avvicinarsi alla pittura, però, gli fece scoprire il lavoro della sua vita: la Fotografia. In quegli anni, infatti, la commistione tra fotografia e pittura era fortissima ed alcuni suoi primi clienti furono proprio pittori.

Atget con tranquillità fino alla sua morte inseguendo la sua vocazione. Ad un osservatore casuale le sue fotografie possono sembrare quelle di un qualsiasi fotografo commerciale di quei giorni. Non era un innovatore e lavorò pazientemente utilizzando tecniche già superate quando le apprese e obsolete al momento della sua morte. Non sperimentava, non era un teorico. Non fondò nessun movimento e non appartenette a nessun circolo.

Nonostante ciò produsse fotografie che per purezza ed intensità non sono mai state superate.

Il lavoro di Atget è unico su due livelli: produsse, uno dei più grandi cataloghi sui frutti dalla cultura francese e di Parigi e lo fece in una maniera talmente originale, che il suo lavoro ancora oggi è una pietra di misura col quale confrontarsi.

La sua produzione comprendeva e trascendeva allo stesso tempo l'approccio alla fotografia che avevano i suoi coevi un misto, cioè, di documentazione e espressionismo. Le sue fotografie erano seduttive e solo apparentemente semplici. In esse vive un alone di mistero e verità ed il solo osservarle costituisce una esperienza. Mostrano non solo l’evidenza di una Parigi d’altri tempi, ma anche il raffinarsi di una poetica che procedendo dalle prime immagini pienamente descrittive (in cui la forte luce del mezzogiorno non lascia spazio alle emozioni), giunge a composizioni sempre più accurate e ad uno stile del tutto personale e soggettivo.

Egli rimane, certamente per scelta, fedele fino alla fine al suo pesante apparecchio fotografico 18 x 24 a soffietto ed a un sistema di lenti, il cui assemblaggio modificabile consentiva di cambiare lunghezza focale, ma non di evitare tempi di posa molto lunghi e vignettature.
Proprio tali tempi d’esposizione gli consentono di creare quel suo particolare vuoto, quasi metafisico, intorno ai suoi soggetti: “curiosamente quasi tutte queste immagini sono vuote… Sono queste le opere in cui si prefigura quella provvidenziale estraniazione tra il mondo circostante e l’uomo.

La vignettatura, altro segno distintivo di molte delle sue fotografie, è dovuta alla sua abitudine di posizionare la lente a limite delle possibilità fornitegli dalla sua vecchia camera in legno, al fine di correggere la prospettiva e le zone a fuoco dell'immagine. Atget, che conosceva questi aspetti, prese ad utilizzarli più che a subirli. Uno dei pregi della sua fotografia era che non era asettica, come quella di molti altri documentaristi dell'epoca, ma calda, imperfetta, asimmetrica ... quasi volutamente non perfettamente verticale (:D). Egli si approccia ai soggetti con una sensibilità palpabile

Il merito più grande di Atget consiste ad ogni modo nell’aver coniugato una consumata maestria tecnica, col tempo raffinata, e celata dietro la semplice naturalezza delle sue immagini, con la tenace determinazione di “collezionare” soggetti fino ad allora trascurati per affidarli alla memoria storica.

“Per più di vent’anni, per mezzo della mia iniziativa personale e del mio lavoro, ho raccolto da tutte le vecchie strade della vecchia Parigi immagini fotografiche… di belle architetture secolari dal sedicesimo al diciannovesimo secolo: vecchi alberghi, case storiche o curiose, belle facciate… Posso dire di possedere tutto della vecchia Parigi”, scrive Atget, senza esagerazioni, nel proporre il suo imponente lavoro sulla “Vieux Paris” al Service Photographique des Monuments Historiques.

La sua raccolta è meticolosa, ma selettiva. Il suo tentativo, perfettamente riuscito, è quello di ricostruire il passato: l’atmosfera di questa città, quand’era ancora priva d’elettricità, d’acqua corrente, e dei segni dell’industrializzazione. Nelle sue foto non vi è traccia di queste cose, come sono ignorate le due maggiori esposizioni internazionali in essa tenutesi nel 1889 e nel 1900. Le vedute celebrative e le manifestazioni grandiose sono state del tutto trascurate a favore di aspetti più dimessi e realistici della vita quotidiana: la descrizione di parchi, alberi, negozi, oggetti umili, particolari di facciate erose dal tempo, angoli di caratteristiche viuzze e, più di rado, uomini, i cui mestieri erano anch’essi emblematici di un passato che andava sparendo.

Per questo immenso lavoro solo poche volte esistette una specifica committenza, in genere da parte di istituzioni interessate alla documentazione (un’eccezione appare la richiesta da parte di André Dignimont di una serie di immagini sui bordelli per un mai realizzato libro).

Atget appare motivato in questa sua “epica impresa” di preservazione della memoria più da una sorta di “autocommittenza”, che dal suo presunto impegno a rifornire d’immagini pittori (anche di un certo spicco) ed illustratori.

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www.youtube.com/watch?v=TbUJER4s9Hc

Edited by panka74 - 8/10/2013, 20:04